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Maturità 2026: mai più scena muta, stretta su condotta e bocciatura

Dal 2026 non si parlerà più di Esame di Stato: torna la cara vecchia Maturità, ma con un volto tutto nuovo. La riforma approvata dalla Camera cambia in profondità le regole dell’esame più temuto dagli studenti, dal peso della condotta alla struttura del colloquio orale. Un sistema più severo, pensato per premiare davvero l’impegno e la crescita personale di ogni maturando: la scuola italiana si prepara a voltare pagina.

Orale rinnovato, ecco le novità

Le due prove scritte restano al loro posto, ma il vero cambiamento riguarda il colloquio finale. Non sarà più una semplice chiacchierata con la commissione: gli studenti dovranno affrontare quattro materie principali, scelte ogni anno dal Ministero, e dimostrare di saper collegare ciò che hanno imparato sui libri con il mondo reale. Entrano anche Educazione civica e le esperienze dell’alternanza scuola-lavoro, ormai parte integrante del percorso. L’obiettivo è misurare la capacità di argomentare, ragionare e mettere insieme le conoscenze, non solo ripetere a memoria. E chi pensava di cavarsela non sostenendo l’orale una volta raggiunto il punteggio per passare, dovrà cambiare idea, e un’ipotetica scena muta farà automaticamente saltare la prova.

Condotta, commissioni e voti: la nuova maturità

La condotta diventa decisiva. Chi prende 5 sarà bocciato senza appello, chi ha 6 dovrà sostenere una prova extra di cittadinanza attiva, mentre solo chi raggiunge un 9 o più potrà puntare al massimo nel voto finale. Anche le commissioni cambiano, ma soprattutto si snelliscono: da sette a cinque membri, di cui due interni, due esterni e un presidente. Tra le novità, anche il riconoscimento delle esperienze extrascolastiche come volontariato o sport, se coerenti con il percorso di studi. Una maturità diversa, più impegnativa sì, ma anche più attenta a premiare impegno, crescita e partecipazione. Anche la scelta di tornare a chiamarla col suo vero nome significa molto, non più un semplice esamino simbolico di transizione, ma una prova che rappresenta un vero e proprio momento chiave di passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta, la maturità appunto.

Carlo Bartolomei

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